Nei primi giorni del 2026 il mondo dei plug‑in accoglie una novità che farà gola a chi vive di mix e mastering: Dangerous Music Digital Convert‑AD+, emulazione ufficiale del celebre convertitore hardware nata dalla collaborazione con Acustica Audio e Luca Pretolesi.
L’idea è semplice quanto ambiziosa: portare “in the box” la profondità, l’apertura stereo e la sensazione di solidità sui transienti tipica della catena analogica firmata Dangerous.
Convert‑AD+ si posiziona come ultimo anello della catena sul mix bus o sul mastering chain, dove lavora soprattutto sulla percezione tridimensionale più che su un’equalizzazione evidente.
Il plug‑in include diverse modalità di colore, controlli di trim e gestione del livello per simulare il comportamento del convertitore spinto a diversi gradi, permettendo di passare da una trasparenza hi‑fi a una leggera eufonia capace di incollare il mix.
Nel contesto di produzioni urban, pop e dance, Convert‑AD+ permette di ottenere quella combinazione di punch e “sheen” sugli alti che spesso si associa a master di fascia alta, senza uscire dal dominio digitale.
Non è il classico plug‑in “wow” appena lo accendi: la sua forza sta nei dettagli e nel confronto A/B sul lungo periodo, dove emergono una migliore traduzione sugli impianti e una minore fatica d’ascolto.
Per chi lavora da home studio ma punta a un suono competitivo, Convert‑AD+ è un investimento mirato: non sostituisce un buon mix, ma può essere il tocco finale che fa percepire la produzione come più professionale e “finita”.



